PER MAGIA

Non saprei,davvero,come descriverlo….
E’ un pò che non mi mettevo a concepire un quadro anche se il termine “concepire”,probabilmente, non è quello più idoneo dal momento che,in realtà,non concepisco proprio niente!Mi metto semplicemente in postazione e vado!Dove testa,cuore,pensieri,occhi e mani mi portano non lo so mai prima che il lavoro sia finito ma funziona così..
Realizzare un quadro è,per me,un atto di egoismo..Già!Le opere di moda che realizzo,sono spesso su richiesta di un cliente(amicliente..;-).Anche scrivere,spesso,attiene alla comunicazione del mio lavoro pur se lo faccio con estremo piacere,devo ammetterlo;ma è quando dinanzi a me ho una tela bianca,candida,immacolata che ROViRO’ si esprime “in purezza”,si estranea dal mondo,da bellezze e brutture,piaceri e doveri,voleri ed impossibilità,vizi e virtù,giornate e nottate..Riflettendoci su,penso che quando comincio un quadro divento l’essere più asociale del mondo(quello reale..).Il MIO MONDO pretende l’esclusiva!A partire dal momento in cui decido di procedere.Come un bambino che sta per andare per la prima volta allo stadio,come un laureando a pochi minuti dalla tesi,come un padre in attesa di conoscere per la prima inestimabile e magica volta il figlio appena nato,avverto una specie di mal di pancia,mi sento emozionato..Mentre prendo la tela,la giro,la volto,la scruto,la indago.E così con i materiali con cui fonderò la tela,con i colori che sceglierò o,meglio,con cui immagino di iniziare(I COLORI LI LASCIO SEMPRE SULLE SPINE!li scelgo sempre momento per momento..).Ho fatto tante cose con i colori ma, per fortuna,questa magia avviene sempre…
Quando creo un quadro,lo faccio per me,solo ed esclusivamente.(Disfarmene,eventualmente,non sarà mai una cosa semplice..).Più volte mi è stato chiesto di assistermi mentre lavoro;più volte,nonostante l’importanza di chi me l’ha chiesto,ho rifiutato.A farmi compagnia è ammessa soltanto la musica,quella di qualche cd o della radio che,se sono fortunato,mi manda musica che ispira ancor di più.
Ogni tratto sulla tela è una boccata di ossigeno,ogni colore applicato serve a darmi nuove immagini,ogni pausa mi fa rendere conto che nel MIO MONDO il tempo trascorre ad una velocità molto più elevata di quanto avviene nel MONDO REALE..
Che mai nessuno possa percepire cosa mi passa per il cervello quando faccio un quadro!Oltretutto,NON LO SO BENE NEANCH’IO!Vedo materializzarsi delle immagini colorate sulla tela,dettate chissà da che cosa…Mi avrà ispirato un sogno che non ricordo,una parola detta da qualcuno che in qualche modo mi avrà condizionato,una bella donna con cui ho scambiato uno sguardo “birbante”..BOH!?!?In fondo,pur essendomelo posto l’interrogativo,mi rendo conto che non è  fondamentale per me saperlo da che cosa esce quello che faccio.BASTA CHE ESCE!! :-)
E’ nuovamente ora di “curare”la nuova creatura.Ogni volta che riguardo un’opera in lavorazione,anche dopo soltanto pochi minuti dall’ultima occhiata,mi sembra diversa e il gioco continua.:-) Io e il quadro ci guardiamo,ci pensiamo,ci evolviamo,ci amiamo e ci odiamo..Cresciamo insieme proprio come due fidanzatini adolescenti.Nel MIO MONDO funziona così,il MIO MONDO LO AMO COSI’.
Ad maiora..

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RESPIRO PROFONDO

A volte ho bisogno di prendere un lungo respiro…
La vita mi travolge.E’ inevitabile.Per quanto vogliamo credere di poterla addomesticare secondo i nostri bisogni e convenienze,è la vita con le sue casualità,con gli incontri che all’improvviso decide di farti fare,anche con il suo apparentemente banale e fluido scorrere che stabilisce tu chi sei,cosa farai.Sarà che sto diventando un pò filosofo,più probabilmente che starò impazzendo,sarà che,semplicemente,amo pensare e pensarmi.Sarà che la lunga strada verso l’atarassia la sto imboccando già da un pò(chi ha studiato greco antico magari più facilmente conoscerà questo termine..;-),fatto sta che riesco sempre più con semplicità e massima lucidità a conoscere le dinamiche della mia vita ma anche della vita degli altri basandomi,a volte,su ben pochi elementi.Devo dire che tutto questo mi favorisce nell’accontentarvi,nel rendere reale su un oggetto di moda come su un quadro ciò che voi volete ma esattamente non sapete come.
Conoscere se stessi (molto bene)è il primo fondamentale passo per riuscire a scrutare nel profondo degli altri.Non è semplice,però…Riconoscere i propri limiti,ammettere una volta e per tutte duramente,francamente che chi credevi di diventare non puoi diventare,che persone sulle quali avevi puntato assolutamente non dovevano far parte della tua vita,che l’immortalità non è certo una tua “esclusiva”,che se fai del male devi avere le pa…e di riconoscerlo,che se il male lo ricevi devi avere le pa..e per accettarlo e così via.Guardarsi dentro fa male:Molto più che guardarsi in uno specchio e notarsi una borsa sotto gli occhi.Vero signorine..?(e signorini..).
Sarà che spesso faccio introspezione,seria,approfondita e aggiornata!Noi evolviamo anche se non ce ne accorgiamo.
LA VITA CI GUIDA
Magari è per questo che ogni tanto ho bisogno di un profondo respiro.
MI PENSO,MI AGGIORNO e il lungo respiro chiude il cerchio consentendomi di ripartire più pronto di prima.
Ecco!Ci siamo.Ho scritto queste umili farneticazioni tutte d’un fiato.
Ora vi saluto.Un profondo respiro ad occhi chiusi mi attende.
Anche questo è ROViRO’

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OGGI NIENTE ROViRO’,SOLO ROBERTO

Eccomi qua.23 aprile,è tardo pomeriggio.All’esterno c’è luce,dentro di me,almeno per oggi,ve ne è un pò meno..Sono reduce da una felice esperienza lavorativa dove ho incontrato persone nuove,visto posti nuovi,creato nuovi contatti,respirato aria diversa.Dovrei essere felice,invece mi sento un pò svuotato.Sarà la primavera…Sarà che,per quanto detesti ammetterlo,oggi mi sento un essere umano…Ecco!!Credo di sentirmi come l’UOMO RAGNO una volta dismesso il costume.Il mio costume si chiama “ROViRO’”.Con questo indosso mi sento invulnerabile,inscalfibile,la mia mente e la mia creatività è sempre all’opera,il cervello sempre a lavoro,le idee mi si imbizzarriscono nel cervello sgomitando tra di esse,in estenuante lotta al fine di per uscire per prime.Oggi,almeno per qualche ora,ho deciso di togliermelo il costume,di sentire il vento che sfiora la mie mani,il mio viso,senza filtri;ho deciso di pensare da ROBERTO(mi pare…mi sono quasi dimenticato il mio nome proprio..),di vivere per un giorno,anzi no,per mezza giornata da giovane uomo quale sono,pensando alla mia vita sganciata dal lavoro,ai miei affetti sganciato da troppe implicazioni,ai miei pensieri liberi,liberi,liberi..
Un tuffo in un mare turchese qualsiasi..;un urlo liberatorio,magari da una scogliera d’Irlanda;un piccolo gesto che mi restituisca un semplice e grandioso sorriso;una chiacchierata,sorprendente,con un viso scomparso nel passato..;la sorpresa di una risata che mi colga quando meno me l’aspetti..Vorrei qualcosa del genere.Ma la sera si approssima e……
Devo andare,il mio “ruolo”mi richiama all’ordine.Sono in attesa di qualcuno che ha bisogno di “ROViRO’”,non di Roberto..Ma spero di sbrigarmi perchè oggi,magari anche sul tardi,ancora per un pò,metto avanti Roberto,la sua umanità,i suoi desideri,i suoi pensieri e le sue necessità.
E poi,in fondo,ROViRO’ è invulnerabile,inscalfibile,inesauribile.
Già!ROViRO’….

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SIMPLY ROViRO’

Ore 10. Appuntamento presso l’ufficio di amici che collaborano con me.
Tema: sviluppare i prossimi passi del ROViRO’ project (www.roviro.com)! Mi sento rimbambito. E’ da quando mi sono svegliato (per la quindicesima, circa, ed ultima volta) che deambulo come uno zombie. Lo specchio è impietoso. Non che abbia molta voglia di guardarmici riflesso ma una pettinata prima di scendere me la devo pur dare.

Le mie occhiaie sono inequivocabili. Tutti coloro che mi incontreranno penseranno che “me ne sono visto bene” durante il weekend…
Magari c’avranno pure ragione ma l’unica vera e autentica motivazione alle mie occhiaie è che ho dormito una c…ehm..male.

Sempre come uno zombie arrivo a piedi alla mia fermata della metro, la prendo, ne scendo quindi, risalgo sull’altra linea. Una fermata e sono arrivato. Gli amici mi accolgono. Il caffè non manca (non sia mai…lo svenimento accadrebbe live…), la sedia neppure (ancor più indispensabile vista la mia semiassente pressione….). Siamo pronti!

Cominciamo a confrontarci, a verificare il lavoro svolto, ad ultimare dei dettagli di cose ormai già pronte. Per magia, il mio cervello si accende, il corpo ancora non dà evidenti segni di vita (non trovandomi in palestra in questo momento, ci posso pure stare…). La mia attenzione è catturata e la mia testa è in fermento. Non c’è niente da fare. Basta parlare di ROViRO’ e dentro di me succede sempre qualcosa. Di positivo.

Discutiamo, immaginiamo, guardiamo, ci ascoltiamo, prospettiamo, ci proiettiamo.
Nel fare tutte queste belle cose mi rendo conto, ancora una volta, ammesso che non ne fossi già ampiamente e da lungo tempo consapevole, che ROViRO’ è molto più di un progetto di moda. E’ molto più di un’idea d’arte….

Tante volte, per semplificare ai miei interlocutori cosa sia ROViRO’ dò la definizione di arte contemporanea applicata alla moda o definizioni affini. Certamente non sbaglio nel dire questo ma, in realtà, si tratta di una definizione riduttiva. E già!
Per l’esattezza dovrei trovare una definizione che riassuma che in ROViRO’ sono presenti arte contemporanea senz’altro, il prestigio della manifattura artigianale della moda italiana, sicuramente, ma pure:

  • necessità di esprimere ciò che sono anche attraverso la scrittura, magari con piccoli aforismi o frasi simpatiche (almeno ci provo!);
  • determinazione feroce (probabilmente, anche se spero di non doverlo verificare mai, tesa fino all’estremo);
  • orgoglio “imponente”;
  • disponibilità verso gli altri solo nel rispetto di me stesso.

Non mi sono mai venduto nè svenduto (rinunciando anche a bei soldi…), tendenza importante all’autocritica, al “licenziamento” di chi non mi sta bene (amici, amanti, collaboratori, chi più ne ha più ne metta…).
Convinzione che solo nella diversità che ognuno di noi ha rispetto all’altro risiede la nostra primaria, non commerciabile ed inesauribile ricchezza e, con il mio lavoro, cercherò sempre di propugnare questo principio per me cardine dell’esistenza.

Potrei continuare ancora per un pò… Più scrivo e più mi rendo conto che dietro la parola ROViRO’ si cela una vera e propria filosofia di vita. Che a saperlo ci siano 5, 10 o 20 persone, di meno, di più a me non importa. Io sono questo, sono i miei pregi e soprattutto i miei difetti, i miei errori. MIEI!

Comunicarlo, divulgarlo con le mie opere, le mie parole fa semplicemente parte di me quindi lo faccio perché lo devo fare. E’ la mia testa e, per i più romantici, il mio cuore ad impormelo.

Così è se vi piace ma, se così non fosse, pazienza! Me ne farò sicuramente una ragione..!

PS. RICAPITOLANDO: se qualcuno dovesse chiedervi “Scusa, ma cos’è ROViRO’?“, mandatemelo che facciamo prima!! :-)

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C’ERA UNA VOLTA….

Era tempo che non ci pensavo.Il mio lavoro,la mia vita,i miei incontri erano stati devastanti rispetto al suo ricordo.Il tempo è potente.Il suo scorrere ineluttabile ci allontana dal passato e da oramai antiche dinamiche,un tempo vitali ma adesso e,forse,anche tristemente seppur opportunamente,alquanto dimenticate.
Reduce da una laurea conseguita più per dovere che per reale inclinazione,mi affacciavo al mondo della moda non sapendo bene neanche il perchè.Semplicemente facevo ciò che sentivo di dover fare ma,soprattutto ,di voler fare.I primi consigli amorevolmente ricevuti su un mondo del tutto nuovo per me.Pienamente ROViRO’ lo sono da un pò ma all’inizio,era l’incertezza la mia principale compagna di viaggio.Eravamo io,l’incertezza e…
Mi confrontavo,immaginavo,creavo le mie prime cose,penavo,vendevo,mi stancavo e nuovamente disegnavo.Stanco,entusiasta,orgoglioso mi abbandonavo a sguardi azzurri amorevoli,capelli castani fluenti,notti serene e mai solitarie.Notti..
Creavo al massimo.Nascevano i collarini “ROViRO’”,poi le prime cinte,i portachiavi,le prime borse.I miei progressi,le evoluzioni del mio lavoro e di quel che sono erano “scortate”,supportate,amate.La passione da sempre è un carburante inesauribile per me.Riceverne me ne fa produrre…ROViRO’ nacque dalla passione.
Il tempo è potente,si.Ma è anche imprevedibile.ROViRO’ si evolveva,io anche.Quei profumi e quelle notti non mi bastavano più.Quegli sguardi e quegli abbracci non mi ispiravano come un tempo.Il “sentirsi” era diverso.Un imprevedibile svolgimento di vita,di vite stravolse il mio mondo a partire da me.A non mutare,a rafforzarsi nella convinzione,a ribadire la sua esistenza a dispetto di tutto,rimase solo una cosa.E’ una parola di sei lettere priva di senso compiuto.In Sudamerica,in Colombia e dintorni,è un cognome ma si scrive senza l’accento.Ad esistere da 10 anni,nonostante tutto,con sempre maggiore entusiasmo e con lo sguardo serenamente e con determinazione proiettato al futuro,c’è ROViRO’,il meglio di me

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ARTE,MODA e SBAGLI

Quando imparerò?Quando sarò in grado di sorridere dinanzi a cose che,normalmente ma,a conti fatti,ingiustificatamente mi fanno inca…..re?E’ una vita(immagino di poter definire come ancor giovane…)che dopo una mazzata,ma una mazzata seria,mi dico “Robè,questi sò guai e te la sei cavata,impara a non prendertela più per delle sciocchezze..”.NIENTE!Puntualmente ci ricasco!Come sono sciocco!!(ma potrei usare ben altro termine..).Sarà la passione con cui vivo,nel bene e nel male;sarà la sensibilità di cui,pare,sia fornito o l’orgoglio di cui sono ampiamente dotato;sarà quel che sarà ma passa il tempo e proprio quando ritengo di aver raggiunto quell’equilibrio,quella maturità o,magari,quell’equilibrata maturità ,ecco che mi rendo conto di dover imparare ancora molto dalla vita.
Rispetto a determinate cose arrabbiarsi col cliente che non si sa comportare che senso ha?Prendersela con l’amico che,forse non volendo,ti ha deluso che senso ha?Imbufalirsi perchè qualcosa non va esattamente come l’avevi programmata,che senso ha?Ho annientato ed eliminato nel tempo persone,cose e situazioni,ho abbattuto ostacoli con un’energia che,forse,potevo risparmiarmi,me la sono presa per comportamenti che mi apparivano come oltraggi facendomi venire la bocca amara,mi sono posto come un guerriero dinanzi ad eventi che,al massimo,richiedevano un diplomatico.Sono stato sempre coerente con me stesso prima che con gli altri ma, purtroppo, la parola coerenza abbinata al mio modo di essere(umile,rispettoso ma molto intransigente) si è spesso trasformata in un’arma letale per gli altri ed in un doloroso boomerang verso di me.Essere coerenti,generalmente,è una buona cosa ma,forse,nel mio caso,lo è stato un pò meno…
Troppe volte non mi sono goduto la preziosa libertà del tracciare linee e colori su una tela ancor per poco immacolata.Il piacere di una risata fatta o procurata troppo spesso sacrificato in nome di pensieri tanto negativi quanto sacrificabili;la gioia di ricevere i più elementari e,per fortuna,frequenti gesti d’affetto irresponsabilmente data per scontata;passeggiate all’aria fresca “inquinate”da pensieri considerati molto più cattivi per una mia(a volte troppo) severa visione della vita.Ahimè potrei continuare ancora per molto ad enumerare i miei errori…Ahimè,chissà quanti ancora ne commetterò..
E già!Qualcuno penserà “ma come!questo prima si rende conto di ciò che non si fa (e ci fa due palle così)e poi garantisce di ricascarci!?”Si.Un vecchio adagio dice che chi nasce tondo non muore quadro.Io non illuderò me stesso innanzitutto di essere capace di evitare certi atteggiamenti anche se,naturalmente,lo spero.Sto vivendo e imparando anche da cose che proprio avrei fatto a meno di conoscere e sapere e da tali esperienze,mi auguro di riuscire a trarre qualche beneficio.Ho sempre vissuto senza fare promesse,nè a me nè agli altri.Mi sono sempre suonate come potenziali prese per i fondelli piuttosto che autorevoli e vincolanti propositi.Voglio giocarmi la carta a sorpresa e quando mi accorgerò di gestire in modo diverso rispetto al passato cose,persone e situazioni,sarà allora che mi sentirò di meritare una immaginaria pacca sulla spalla.
Vi ho raccontato un brandello di me.Pensatene ciò che volete.Mi conosciate di persona o no anche questo sono io.
Mi chiamo Roberto,per tanti sono ROViRO’, temo i miei sbagli ma non di raccontarveli.
Alla prossima

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EMOZIONI IN DIRETTA

Mi alzo irrequieto dalla mia “postazione di lavoro”,il mio amato tecnigrafo.Occhio stanco(le occhiaie non ingannano mai..),schiena un pò così,dita multicolor.Dipingere un quadro,soprattutto se di grandi dimensioni,richiede l’utilizzo di molte più parti del corpo di quello che si crede..OPS! sono le 19:06 di giovedì 10 gennaio.OPS!del 2013.OPS-OPS-OPS.Tra 10 mesi e 3 giorni sono 10 anni di ROViRO’.Già,si potrebbe quasi dire:”Roberto M.,nato il 5 maggio 1976,rinato il 13 novembre 2003 come ROViRO’”.JA!Non è mica male!?
Terminata questa preoccupante(per chi mi vuol bene)elucubrazione,vi scrivo riuscendo,al contempo,a sfogliare vecchi album di disegni,pieni ma proprio pieni di miei “scarabocchi”.E’ davvero strano.Guardarli mi fa un curioso effetto.Per farvi capire,è come guardare vecchie fotografie.Scorgiamo tali differenze tra le foto del passato e come siamo noi adesso che,a volte,ci riconosciamo a stento.Mi rendo conto di come sono diverso da un tempo,i disegni “parlano”chiaro.L’ingenua serenità di un tempo,complice di una vita all’insegna di errori che soltanto successivamente avrei riconosciuto come tali ed enormi,mi consentiva di “lavorare”in un certo modo.La passione che mi spingeva era ingenua ed innocente ancorchè potente.Quella attuale ha la stessa potenza ma è diversa.Sfoglio,continuo a sfogliare.Per farlo devo,naturalmente,interrompermi nello scrivere.Vi sto raccontando “in diretta”,per quello che vi può fregare,le mie emozioni,le cui antenate sono quelle che vivono nel mio passato.Ricordo con simpatia l’espressione di un critico d’arte nel “consigliarmi”di custodire gelosamente i miei primi lavori,quando ancora mi firmavo con nome e cognome.Il consiglio lo trovo giusto non tanto perchè, chissà un domani che valore economico possano avere certe mie cose(anche se,ovviamente,me lo auguro e lavoro per questo) quanto,per me,per il fatto che in essi potrò sempre ritrovare il mio passato,rivivere delle sensazioni altrimenti irrimediabilmente sopite,dei sentimenti belli ma,credetemi,spesso e volentieri anche molto brutti ma che,comunque,rappresentano il dna della mia esistenza.
Faccio fatica a chiudere e riporre gli album.Ecco!Ho tra le mani pagine e pagine contenenti le prove grafiche del marchio ROViRO’ ;addirittura di ipotetici altri “nomi d’arte”che mi ero trovato e che presi in considerazione.Notti a disegnare loghi vari,”erre”stilizzate più o meno colorate,a ripetere come un mantra i nomi che valutavo per capire se il loro suono,la loro pronuncia mi convincevano o no.E,naturalmente,impossibile non associare volti,esperienze,gioie e dolori ad ogni pagina dell’album…
10 anni.Pochi o tanti non dipende dal calendario ma dal modo in cui si sono vissuti,dall’intensità delle nostre azioni e dei nostri pensieri,dei nostri sentimenti,delle ansie e dei sospiri di sollievo,delle paure,delle sconfitte,delle vittorie e delle speranze.Sono un pò frastornato in questo momento..Sarà il “quadrone”che ho cominciato a realizzare o il caldo eccessivo dei miei termosifoni o questo improvviso tuffo nel passato.Meglio salutarvi e darvi un arrivederci.
AH!se volete sapere (sarete SICURAMENTE MOOOLTO INTERESSATI)come reputo io questi miei ultimi 10 anni ve lo dico in modo molto semplice.Li ho vissuti da ROViRO’!e,se avete imparato a conoscermi un pochino,capirete facilmente cosa intendo..(almeno me lo auguro..:-)
PS parolacce no,grazie! :-D

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GRAZIE,PRONTI-PARTENZA,…..

Dite la verità!State preparando qualche manicaretto che sbranerete stasera!!Anch’io darò il mio contributo in cucina(come impasto la ricotta per le “pizzelle “fritte io non lo fa nessuno..:-)ma ho da un paio di giorni una irresistibile pulsione a scrivere qualcosa che proprio non potevo aspettare oltre.
Avevo l’esigenza di fare qualche ringraziamento.Devo, anzi,voglio ringraziare tutti coloro che hanno avuto la bontà di leggere qualche mia sciocchezza su questo blog,su Facebook(tra un pò,se vorrete,potrete leggere anche qualche mio tweet!masochisti che non siete altro…).Voglio ringraziare tutte le persone che,venendomi a trovare nel mio showroom, hanno dimostrato fiducia nel mio lavoro e in me;a tutti coloro che,al momento della consegna di un lavoro commissionatomi,mi hanno ringraziato con occhi sorridenti e felici prima ancora che con le parole.A chi mi ha dato un consiglio(che lo abbia seguito o meno importa molto meno del segno tangibile di interessamento che il consiglio rappresenta),a chi s’è affidato alle mie umili capacità,a chi mi ha ispirato con una parola,uno sguardo,un profumo,una sensazione senza che nè io nè l’altra persona ce ne fossimo resi conto.Grazie al 2012 perchè mi ha concesso di viverlo pienamente tra gioie e dolori,qualche delusione e molte inestimabili soddisfazioni.Auguro a me stesso e a tutti voi di riuscire nel nuovo anno a raggiungere tutti i traguardi prefissati e,una volta,raggiunti,porsene altri e inseguirli ancora con rinnovato spirito e fiducia in se stessi.Siamo noi la nostra forza.Non abbiamo diritto di chiedere agli altri se non siamo i primi a darci dentro.Quindi,FACCIAMOLO! :-)
Il mio 2013 si concluderà (più o meno)anche con il compimento del decimo anno di nascita di ROViRO’.Chi mi conosce bene sa che non di semplice lavoro si tratta bensì della più naturale estrinsecazione di me.Ci saranno novità già a gennaio(spero)con il nuovo sito e nuove sfide da affrontare.Vorrei affrontarle insieme a voi per,si spera,condividere cose bellissime che farò di tutto per ottenere.
Non so se e quando leggerete questo articolo ma i miei auguri non hanno un timer e saranno sempre validi.
E’ tempo di salutarci per questo 2012.Ci sono le “pizzelle”fritte che attendono di essere farcite dalla ricotta SAPIENTEMENTE lavorata da ROViRO’ versione chef!!(vabbuò,aiuto cuoco.. :-(
ARRIVEDERCI a tutti e ,come spesso dico,tenetemi d’occhio! ;-)

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NEW YORK TWO

Scendo le scale della fermata di metro(o “tube”come la chiamano loro…)e la mia sicurezza nel pensare di trovare facilmente il binario giusto svanisce immediatamente.Un manicomio assurdo all’interno del quale scelgo tre persone(tra cui un poliziotto)che mi danno tre informazioni diverse sul come raggiungere l’aeroporto JFK.Sembro Super Mario Bros a furia di salire e scendere freneticamente le scale che portano ai diversi binari.Non avendo risolto niente mi fermo un attimo in mezzo all’andirivieni multirazziale che mi circonda e mi dico”ROViRO’,becca la prima PERSONA CON UN TROLLEY E BRACCALA!!”.Resto come un avvoltoio in attesa della “preda”giusta fin quando scorgo un piccolo trolley non proprio rosso che gironzola portato da una ragazza di un metro e ottanta,non di meno.Penso che potrebbe essere l’occasione giusta non tanto perchè sembra una bella ragazza(anche se lo è..)quanto per il fatto che il tempo scorre,ho intuito che il tragitto non sarà brevissimo ed ho un “piccolo” aeroplanuccio che deve riportarmi in Italia.EH!ma devo proprio tornare..? :-(
Mi avvicino alla tizia chiedendole(non si sa mai.)se andasse all’aeroporto.Risposta affermativa.La avverto di non preoccuparsi se avrà attaccato a lei come una cozza uno sconosciuto italiano fino all’aeroporto.Devo solo “came back in Italy”..A proposito,il mio strumento umano di individuazione ritorno-S U I R-si chiama Jenny.
Come avevo previsto,il tratto di metro non è affatto breve e,nonostante la calca,socializzo con Jenny.Il suo inglese è supersonico,il mio è al rallenty ma riusciamo a comunicare abbastanza bene.Mi chiede diverse cose..da quale parte d’Italia provengo,i motivi del mio viaggio a New York,etc.Lei mi dice di essere stata a Milano,Padova ma di non conoscere il sud permettendomi,così,di invitarla dalle mie parti e di manifestare,per l’ennesima volta,il mio ultracampanilismo.Tra una chiacchiera e un’altra arriva il momento di scendere dal treno poichè dobbiamo prenderne un altro esclusivamente diretto all’aeroporto.Resto sempre incollato a Jenny anche se,oramai,il più è fatto.In fondo,è la mia prima amica tutta americana!!
Saliti su questa navetta,classicamente argentata con classici sedili blu,chiedo a Jenny,visto che ce ne vuole un pò,se vuole vedere qualche mio lavoro.Ho con me un book fotografico,sono reduce da un meeting di lavoro,mi sembra un modo carino per mostrarle ciò che le avevo detto di fare.Lei accetta volentieri e sfoglia curiosa il book.Nel riconsegnarmelo Jenny indica la mia borsa e mi chiede di mostrarle uno scatolo che ha intravisto all’interno di essa.Naturalmente non ho problemi.Prendo lo scatolo che conteneva un paio di calzature ROViRO’ che mi ero portato dall’Italia come campione e glielo porgo.Gli occhi azzurri di Jenny si dilatano,osserva,accarezza,palpa le scarpe come non so cosa…me le restituisce.”NICE” mi fa.Due minuti di silenzio poi Jenny mi chiede se posso farle rivedere le scarpe.NO PROBLEM.Infine mi domanda “DO YOU WANT SALE?HOW MUCH?”Io resto un attimo perplesso..Recupero tutto sommato alla svelta la lucidità e le spiego che in Italia le chiederei una certa cifra ma che a lei,visto e considerato che mi ha dato un gran bell’aiuto,le posso fare un “attenzione”.. Il treno si ferma.Io sono giunto al mio terminal,Jenny no ma scende con me!Subito fuori dal treno c’è una panchina,Jenny si siede e mi chiede,con una certa frenesia,se può misurarsi le scarpe.Le dico che va bene.E vanno bene anche le scarpe a lei!!Non vi dico che spettacolo quella scarpe ai piedi di Jenny.Le stavano fantasticamente bene,sarà per questo che mi dice “OK”.Tira fuori il borsellino,comincia a contare i soldi,svuota completamente il borsellino.Non è per intero la cifra che le avevo chiesto ma non mi importa.Le dico che va bene cosìJenny non saprà mai che le avrei dato quel paio di scarpe per molto memo di quanto mi ha dato,l’emozione che stavo provando in quel momento è stata e rimarrà,impagabile…Il treno sta per ripartire,JENNY FA APPENA IN TEMPO A SALUTARMI,PRENDERE LE SUE NUOVE SCARPE ROViRO’,ENTRARE NEL TRENO e,così,procedere verso il suo terminal da dove l’aspetta un aereo direzione San Francisco lasciandomi con una certa cifra in dollari tra le mani,un brivido ed un sorriso.
RICAPITOLANDO:seguo una ragazza di un metro e ottanta,occhi azzurri,capelli castani,carnagione bianco-rosata a cui chiedo di “trainarmi”fino all’aeroporto e a cui,sopra un treno,vendo un paio di scarpe che mi ero portato dall’Italia mentre lei,per “concludere”,rischia di perdere la navetta per il suo aereo!!!
Che vi devo dire!Se questa è l’America,mi piace,mi piace assai..

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New York One

Da poco sono rientrato da New York. Un posto come nessuno che in poco tempo mi ha regalato emozioni, stanchezza, soddisfazioni, incredulità, energia. Scriverò, credo, parecchio su questa mia spero solo prima esperienza nella “Grande Mela“ma ho deciso di cominciare così…

Ultimo giorno della mia prima visita a stelle e strisce. Il gruppo di persone con cui sono partito ha deciso. Si scatenerà in un vicino megacentro commerciale sperando di fare quante più razzia di articoli a buon prezzo è possibile. Io non li seguirò. Ho un appuntamento di lavoro (chiamiamolo “meeting, visto dove mi trovo…) praticamente in “FIFTH AVENUE”(direi che suona bene…).

L’hotel in cui alloggio è in New Jersey, un po’ lontano da Manhattan (ho avuto talmente da fare nei mesi prima della partenza che non mi sono neanche preso la briga di verificare dove cavolo stavano gli alberghi che mi avrebbero ospitato!! A chi lo racconto..!?).
Prendo un taxi , poi un treno, poi una metro,  quindi, un bel tratto a piedi. Arrivo puntuale all’incontro i cui effettivi esiti li valuteremo tra un po’.

Esco dall’ufficio soddisfatto e decido di andare a vedere il prestigioso negozio “Bloomingdale”. Lo faccio ma penso: “Io sto qua ma qualcosa di costruttivo l’aggia fà!”

E, allora, impudentemente considerando il mio “TESCHIOTONICO” aspetto (sono reduce da alcuni giorni passati a macinare chilometri come un pazzo a circa zero gradi e sempre con appresso campionario e macchine fotografiche nonché poche ore dormite per notte…), unito ad un abbigliamento non proprio da “gran soirè” (piumino, jeans e scarpe da ginnastica), riesco a strappare un numero di telefono importante. Sono sfatto e soddisfatto. Nonostante ciò decido di recarmi da SAK’S, (praticamente un altro BLOOMINGDALE) e, come in preda ad una insana smania di avventura, quasi alla forzosa ricerca di un delusione, ottengo anche qui un prezioso numero di telefono. Incredibile.

Vado in cerca di delusioni ma non ne ricevo! Chi conosce New York potrebbe sapere la distanza tra i due megastore del lusso. Ebbene, quella distanza l’ho coperta a piedi. Non potevo rischiare di perdere tempo sbagliando qualche metro. Potevo prendere un taxi. Ma sin dal primo giorno ho adorato passeggiare per New York, era il mio ultimo giorno lì ed ogni passo in più sui marciapiedi di Manhattan era un regalo in più che mi facevo.

Ho sempre sentito dire che i newyorkesi vanno di corsa. Vi garantisco. Avevo freddo, ero stanco, avevo dei pesi appresso ma io andavo tre volte più veloce del più frenetico dei pedoni con cui ho condiviso quei marciapiedi. Li ho fatti piangere quei marciapiedi!

Sono circa le 16, sono digiuno, compro un pretzel e, nonostante il freddo gelido, mi abbandono su una sediolina in Herald Square, dinanzi le magiche vetrine di MACY’S ad ascoltare musiche natalizie e a guardare decine e decine di persone magicamente allegre come le vetrine che fotografano a più non posso. OPS! Ho appuntamento alle 18.30 all’aeroporto JFK col resto del gruppo che, intanto,vengo informato, fa il tifo per me e le mie “imprese lavorativo-newyorkesi”.
E’ TUTTO ASSURDO,FANTASTICAMENTE INCREDIBILE. SEMPLICEMENTE BELLISSIMO.

Il tempo stringe, è vero, ma io Time Square la devo vedere un’altra volta. Sto masticando l’ultimo boccone del pretzel (a proposito, una, forse, l’unica delusione di New York…), mi alzo dalla sediolina mezzo assiderato e con delle gambe stanche come immagino possano esserle quelle di un mulo che trasporta un elefante e riparto. Time Square mi aspetta. Eccola! Vengo investito nuovamente (sarà la terza -quarta volta che ci vengo in 7 giorni. Mi piacerà..!?) dalle luci sfavillanti dei mega monitor sui palazzi, da un vigile isterico che cerca di non far investire nessuno dai milioni di taxi il cui giallo è il colore più sobrio della piazza; da turisti che si guardano in quel megaschermo che riprende “live” un PEZZO della piazza stessa, da tizi travestiti da Batman, Hello Kitty, Iron Man e tanti altri che non conosco (quanto sono ignorante!!) che gratuitamente si fanno fotografare, dagli odori dei fast food (che di certo non trovi solo a Time Square), da uomini, donne, anziani, “medi”e bambini col naso all’in sù e un’espressione serenamente e felicemente ebete,da tanto altro ancora.

Non me ne andrei mai ma devo. Anche perché le indicazioni che ho per andare all’aeroporto non sono “precisissime” (per usare un eufemismo) e mò so’ c…i.
Da una cartolina (ebbene si…) capisco dove prendere la linea di metro giusta e vado.
GO ROViRO’ GO!!

Scendo le scale della metro e… e qui mi fermo perchè comincia un’altra incredibile avventura. Sarà vera o sarà falsa? Me lo direte voi amici miei. Per il momento
SEE YOU SOON and… (Aspè!ma questo non è il saluto di quello che conduceva “Matrix”?)

Allora facciamo così: STATEVE BBUONO! Alla prossima ;-) !

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